lunedì 19 ottobre 2009

Dal quaderno di Nonna Maria: marmellata di mele cotogne

Penso che mai mi riuscirà più di riunire così le mie due grandi passioni, la cucina della tradizione e la musica popolare . Grazie a Letyna e a Paoletta che mi hanno fatto conoscere questo interessantissimo sito http://www.tradizionipopolariaulos.com/ sono entrata nel mondo della tradizione siciliana, approfondito in ogni suo aspetto.
Di primo acchito, la mia attenzione è caduta dinanzi ad un antico quaderno scannerizzato,

antiche ricette siciliane

che propone antiche ricette scritte a mano da Nonna Maria; è stato emozionante!

Non so perché, ma il pensiero è volato a mia nonna, e alla sua scrittura ordinata e arzigogolata che sapeva di antico. Certo, Nonna Maria può essere la nonnina di ognuno di noi, ma pochi hanno la fortuna di possedere un quaderno di ricette di famiglia da conservare con gelosia ed orgoglio, ma allo stesso tempo da tramandare alle generazioni future.

E come fare questo, se non tramite internet???
Ma il Centro Ricerche Tradizioni Popolari “Aulos”, fondato dal Maestro Raimondo Catania, fine ricercatore di tradizioni popolari della Sicilia di fine 800 e inizio 900, non solo si propone di salvaguardare elementi fondamentali quali la cucina, ma soprattutto di conservare e tramandare tutto ciò che vi è di folkloristico e tradizionale, ed ecco che si possono trovare notizie circa la musica, o le danze popolari, o gli strumenti tipici siciliani, o perdersi nei ritmi e nella metrica tradizionale delle filastrocche e capire come è avvenuta nei secoli la stratificazione linguistica del Siciliano, ritrovando testi studiati all’università come quello del glottologo tedesco Gerhard Rohlfs.

Bellissimo!!!!!!
Complimenti Sig. Raimondo, complimenti di cuore per quanto lei ha fatto!!!!
Tornando, però, alla cucina, una ricchezza di informazioni tale poteva non coinvolgere Paoletta, Letyna e me????

Ed ecco che ognuno di noi ha scelto di preparare una ricetta e porgerla a voi, Paoletta ha scelto i Parigini con le mandorle, Lety i Biscotti al latte

La mia è questa:

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Queste mele

Mele cotogne

si sono, così, trasformate in marmellata

Marmellata di cotogne

Ritrascrivo integralmente la ricetta presa qui, metto solo fra parentesi le mie piccole modifiche.

Marmellata di cotogne: dal quaderno di Nonna Maria


Ogni chilo di cotogni passati, mettere 800 grammi di zucchero (io 600 gr), mescolare bene e mettere nel fuoco, appena bolle, 10 minuti, un quarto d’ora, scenderla dal fuoco; quando è fredda mettere 203gr di salicilico (io non l’ho aggiunto). Mescolare bene e mettere in boccia. (Ho sterilizzato i vasetti in forno a 120 °C e li ho riempiti con la marmellata calda. Dopo averli tappati, li ho capovolti per far fare il sottovuoto, ed ho lasciato raffreddare.)

(Come bollire le cotogne, recuperandone la passata.)
I cotogni bollirli interi, lavarli, metterli in pentola con un po’ di fette di limone e farli cuocere. Toccandoli, quando un po’ morbidi, ( a me la buccia si era iniziata a staccare da sola) scenderli dal fuoco, e freddi sbucciarli, togliendo tutto il morbido a pezzetti e passarlo al setaccio; passa tutto a quello medio.
Fine.

Ne è uscita una marmellata ottima, una dolce polpa di mele che può essere utilizzata non solo per la colazione, ma anche per farcire i vostri deliziosi dolci.


Letyna, Paoletta, vi sono grata per avermi coinvolto, e per avermi dato il modo di arricchirmi grazie a Nonna Maria e al Maestro Raimondo!!!!

21 commenti:

fantasie ha detto...

MI hai toccato proprio sul vivo. Io sono laureata in Lingue straniere, specializzato dialettologa e sociolinguista ela mia tesi oltre ch un quinquennio della mia vita, è stata spesa proprio su come cambia il siciliano esulle tradizioni culinarie e linguistiche correlate... Non conoscevo questo sito che citate, grazie per averloproposto!
Ottima la tua marmellatina!

Tinuccia ha detto...

Stefania, posso immaginare come siano stati stressanti questi 5 anni durante i quali hai elaborato la tua tesi, ma da quanto leggo, il tuo sudato lavoro deve essersi concretizzato in qualcosa di molto interessante. Hai scelto un bellissimo argomento,complimenti!Te lo dico col cuore!!!
Grazie:)

dauly ha detto...

che meraviglia!!
in questo mondo dove tutto passa di corsa e nessuno si sofferma più a riflettere sulle proprie origini e tradizioni,tutto questo è poesia!!
io sono lontana dalla sicilia,ma sono una parmigiana doc,dei borghi,delle case mai chiuse a chiave,della solidarietà fra chi divideva il niente che aveva,e del dialetto,un po' francofono,dolce,con le esse trascinate.....le erre arrotate,tinuccia,grazie,mi hai fatto vivere 5 minuti di bei ricordi e vecchi racconti!
purtroppo la cucina in casa di mia nonna non è mai stata così pregnante,una vedova con 5 figli non poteva stare tanto ai fornelli a preparare o trascrivere ricette!!!
forse per la legge del contrappasso,io in cucina ci vivrei...mah...chissà!!!

Tinuccia ha detto...

Dauly, ciò che ci hai letto corrisponde al vero, si tratta di poesia!!!!
Così com'è poesia l'amore che provi nei confronti della tua terra e delle tue tradizioni.
Ah! La legge del contrappasso vige anche nella mia famiglia;)
Buonanotte e grazie per la visita notturna:)

Gambetto ha detto...

Pregievole iniziativa! Da leggere, rileggere per fare mente locale sui ponti con il proprio passato gastronomico o meno. Grazie per questa bella ricetta e per condividere uno spunto di riflessione su quanto ci appartiene più di quanto non possa sembrare alle apparenze ;-) Buona settimana

Cuochella ha detto...

hehe, scusa, ma se penso alla gelosia di mio nonno e delle sue ricette "segrete" mi viene da ridere :p

lui dice sempre a mia madre e le mie zie che a loro le ricette segrete non si possono svelare perchè sono "vocc'apert!" (bocca aperta) ossia che appena si svela loro un segreto dopo pochi minuti lo sa mezzo mondo!

per cui ora immagino questa nonna maria che magari ha fatto tanto per non svelare mai a nessuno l'ingrediente segreto o cosa e poi viene diffuso su internet (e cce ccusè stu "iteret"?) ehehe

di certo ha il suo fascino però, un po' come scorpire un tesoro nascosto no?

anche a lecce si fa la marmellata di cotogne, la cotognata, è un dolce tipico solo che la si fa cuocere più a lungo finchè non diventa rossastra e gelatinosa (infatti poi si taglia a fette)

mi affascina anche quesa versione, proprio perchè è stata "rubacchiata" :p

Gaia ha detto...

Che bella idea, che avete avuto, Tinuccia cara!
Le ricette 'antiche', poi, mi sanno tanto di casa e di bonta'. Tanti complimenti e un bacio!!

Fra ha detto...

come dicevo a Paoletta bellissime le ricette che ci state proponendo e ancora più bello il loro sapore di cose antiche, di tradizioni maturate sotto il sole della splendida Sicilia
grazie
fra

Tinuccia ha detto...

Grazie a te gentilissimo Mario:)

Cuochella mi hai fatto morire dal ridere! Sei troppo forte:)Ho immaginato tuo nonno e ne ho sentito la voce, ricordandomi del vostro dialetto e della vostra intonazione meravigliosa che conosco molto, molto bene. Non solo la famiglia di mio marito è Brindisina, ascolto e canto, anche se in maniera del tutto impropria, la vostra musica, partendo da canzoni tradizionali e finendo a Sud Sound System e Nidi D'Arac.
La cotognata si fa anche da noi, ma devo dirti la verità, non la preferisco. Ti saluto:)

Gaietta bellaaaaaaaa:) Come va? Come stanno i bellissimi legumini? Che amore di piccolini che hai!!!
Sono felice che questa iniziativa ti sia piaciuta. Ti mando un bacio grande e spero di rivedervi presto!

Tinuccia ha detto...

Fra, grazie di cuore!!! Ti abbraccio affettuosamente:)

stefi ha detto...

Una iniziativa che sa di tradizioni e culture mediterranee!!!!
Complimenti a tutte!!!!!!!

miciapallina ha detto...

Tinuccia.... tu mi conosci poco, io invece seguo il tuo blog con un occhio particolare e ho imparato a volerti bene!

Ecco, solo questo volevo dirti!

nasinasi

Asa_Ashel ha detto...

Mi unisco anch'io nei complimenti per questa iniziativa, come ho avuto modo di scrivere anche nei blog delle altre due tue complici.
Non mi è chiara una cosa di questa ricetta, ma forse sono io che, essendo completamente a digiuno di esperienza nel fare marmellate, non riesco a capire. I procedimenti che riporti fanno parte della stessa ricetta? e se si, suppongo che la descrizione in coda sia quella da seguire per prima, oppure sono io che non capisco niente. scusami se sembrano domande sceme.

Ornella ha detto...

Tinuccia, l'ho fatta anch'io qualche volta come nonna Maria... madò, vuol dire che sono proprio "anzianotta"... Mi ricordo pure del salicicato, si metteva nelle bottiglie della salsa-quelle con "l'acido", si diceva una volta-ma ti aggiungo una chicca... Con l'acqua della bollitura delle cotogne si può fare la gelatina. Si fa sciogliere nell'acqua una quantità di zucchero pari al doppio del liquido e si fa addensare a fuoco lento!
Bella, bella questa iniziativa e complimenti a voi per aver scovato e dato lustro a queste ricette!!! Un grande bacio,
Ornella

Tinuccia ha detto...

Grazie Stefi:)

Miciapallina ne sono lusingata!!!Grazie per avermelo detto, grazie di cuore!!!

Gentilissimo Asa, ti sono grata per avermi dato il modo di spiegarlo. Hai capito bene, nella seconda parte si descrive come ottenere la polpa di cotogne per fare poi la marmellata. La ricetta era formulata così, e io ho voluto rispettare in pieno ciò che Nonna Maria aveva scritto. Mi dispiace se ho creato confusione. Grazie ancora per la tua domanda:)))

Cara Ornella, leggerti è sempre un grande piacere, e non solo!!! Imparo ogni volta qualcosa!!!
E poi...anzianotta tu????? Ma vaaaaaaaaa!!!!!!Sei bellissima!!!
Grazie di tutto e un grande, grande bacio:)))
NB: il mio lievito madre ha chiesto di te hahahaha!!!!!

sabrine d'aubergine ha detto...

E' bellissima questa storia del quaderno, bello il tuo post e carina la ricetta: brava! Anche se io non amo le mele cotogne... ma qui c'è in gioco qualcosa di molto più importante del mio gusto personale. A presto
Sabrine

Barbara ha detto...

Ciao Tinuccia, sono arrivata qui grazie a Paoletta. Hai un blog bellissimo,ricette interessanti spiegate molto bene e foto splendide. Cosa agginungere......complimenti.
Ho dato gia' un'occhiata al sito sulla tradizione siciliana, e' molto interessante, grazie. Davanti alla "carta antica" mi emoziono sempre anch'io,e questo e' proprio bello. Ciao a presto

Tinuccia ha detto...

Sabrine, Barbara, vi ringrazio:)))

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...
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Giada ha detto...

Ma lo sai che non riesco a trovarle dal fruttivendolo? Ho trovato la ricetta del dolce minuetto, ma per farlo servono le mele cotogne. Sono due giorni che sto maledicendo quell'omuncolo al reparto frutta del supermercato, ma ho paura che è solo tempo perso. uff...